Emozioni che fanno star male

L’ANSIA

“Il naufragio peggiore è quello di chi non ha nemmeno lasciato il porto”

(Amyr Klink)

Che cos’è?

L’ansia è quella spiacevole sensazione di paura ed apprensione che tutti conosciamo.
I disturbi d’ansia vengono diagnosticati quando sono chiaramente presenti sensazioni d’ansia soggettivamente esperite. Essi  comprendono un vasto gruppo di  problemi come le fobie (paura di cose o situazioni specifiche, come insetti, altezze, ascensore, voli in aereo), gli attacchi di panico (intensa sensazione di ansia in cui spesso le persone sentono che stanno per morire o impazzire), i disturbi d’ansia generalizzata (un insieme di preoccupazioni e sintomi di ansia che si provano per la maggior parte del tempo), i disturbi ossessivo- compulsivi (fare, o pensare di fare, continuamente certe cose) e i disturbi da stress post- traumatico (ricordi ricorrenti di terribili traumi uniti ad un alto livello di angoscia).
La maggior parte delle persone che soffrono di ansia conoscono molto bene i sintomi fisici ad essa associati, questi possono comprendere: mani sudate, capogiri, tensione, problemi di respirazione, nodo alla gola, accelerazione del battito cardiaco, tremori, rossori.
Tutti i cambiamenti di tipo fisico, di comportamento e di pensiero che avvertiamo quando siamo in ansia fanno parte delle reazioni di “attacco- fuga”. Quando interpretiamo una situazione come pericolosa il nostro cervello e il nostro corpo si attivano in modo molto veloce e si preparano ad affrontare il pericolo o a fuggire da esso.
L’ansia è una risposta automatica, programmata geneticamente e fino a quando non diventa eccessiva è utile per svolgere numerose attività che richiedono attenzione, concentrazione e un certo grado di attivazione. Provare ansia non è pertanto una condizione negativa a prescindere, anzi, provare un certo livello d’ansia in determinate situazioni è segno di buon funzionamento del nostro cervello e del nostro corpo.
L’ansia può diventare un problema quando interpretiamo come pericolose situazioni che non lo sono, ma anche quando la nostra attivazione è eccessiva e arriva a compromette la nostra capacità di affrontare una situazione.

Quali pensieri accompagnano l’ansia?

L’ansia è accompagnata dalla sensazione di essere in pericolo, minacciati o vulnerabili.
Il pericolo percepito può essere di tipo fisico ( ad esempio un attacco cardiaco), mentale ( per esempio impazzire) o sociale (immaginare di essere rifiutati, umiliati o imbarazzati).
La percezione di minaccia è soggettiva. Alcune persone, a causa delle proprie esperienze, possono sentirsi in pericolo con facilità e provare ansia frequentemente.
I pensieri che accompagnano l’ansia sono rivolti al futuro e spesso prevedono catastrofi, esiti molto negativi:
e se succedesse …” “sarebbe terribile”.

LA TERAPIA

Oltre agli interventi cognitivi, che mirano ad identificare e modificare i pensieri che accompagnano l’ansia, possono risultare utili per alleviarla i metodi comportamentali e le tecniche di rilassamento.
L’ansia può essere ridotta sia diminuendo la percezione di pericolo che aumentando la propria percezione di fiducia nel saper affrontare la minaccia.
In presenza di pericoli reali, sarà importante accrescere le strategie a cui fare ricorso  per affrontarli.
Un altro aspetto peculiare dell’ansia è l’evitamento: quando si evita una situazione difficile, inizialmente si avverte una diminuzione dell’ansia. In realtà, a lungo andare, l’evitamento rafforza l’ansia perché più si evita una situazione e più si diventa ansiosi all’idea di doverla affrontare in futuro.
Imparare ad affrontare le situazioni che provocano ansia è un metodo efficace per vincere l’ansia.

LA DEPRESSIONE

 

«La nostra felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo ogni caduta.»
(Confucio)

Quali sintomi caratterizzano la depressione?

La depressione si accompagna a cambiamenti di tipo fisico, emotivo, cognitivo e comportamentale.
I sintomi fisici comprendono: insonnia, sonno prolungato o ridotto rispetto alle precedenti abitudini, mancanza o eccessi di appetito e cambiamenti di peso, stanchezza, .
A livello emotivo i sintomi possono essere: tristezza, irritabilità, rabbia, senso di colpa e nervosismo.
Sintomi della depressione a livello cognitivo comprendono: eccessiva autocritica, sfiducia, pensieri suicidari, difficoltà di concentrazione e visione negativa generalizzata ( verso di sé, il mondo, il futuro).
I comportamenti legati allo stato depressivo comprendono: isolamento, calo delle attività che procurano piacere, difficoltà a impegnarsi in qualsiasi attività.

Quali pensieri che accompagnano la depressione?

Secondo A.T. Beck, psicologo di fama internazionale che ha condotto numerosi studi e ricerche volti alla comprensione e al trattamento della depressione, quando una persona è depressa formula pensieri negativi su se stessa, sul mondo e sul suo futuro.
Pensieri negativi su di sé: l’eccessiva autocritica, la convinzione “non valgo nulla” o “sono incapace” sono molto dannose in quanto contribuiscono ad avere una bassa autostima, a sentirsi insicuri, ad avere difficoltà con gli altri e possono ostacolare i tentativi di compiere azioni che permetterebbero di stare meglio.
Pensieri negativi sul mondo: tendenza a percepire negli altri un atteggiamento negativo, critico, accompagnato dalla propensione a ricordare e cogliere gli aspetti negativi delle proprie esperienze.
Pensieri negativi sul futuro: previsione o aspettativa che gli eventi futuri saranno e daranno risultati del tutto negativi. Questa visione può contribuire all’insorgenza di pensieri suicidari.

LA TERAPIA

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è riconosciuta dalla letteratura scientifica internazionale come una modalità di trattamento efficace nella cura della depressione.
La terapia agisce sui meccanismi che mantengono l’umore depresso, in particolare si focalizza su:
-l’autosservazione: è volta ad imparare ad osservare e comprendere come ci si comporta quando ci si sente depressi, ad individuare e conoscere quali pensieri accompagnano questo stato emotivo;
- la ristrutturazione cognitiva: intende insegnare come valutare e modificare i pensieri negativi, esaminando tutte le informazioni a disposizione;
- gli evitamenti: chi è depresso non ha voglia di fare e anche se si dedica ad attività che in precedenza  valutava soddisfacenti, sente di non provare più piacere. In questa condizione è utile programmare le attività (sociali, fisiche e piacevoli)  da svolgere nel corso della settimana in modo da interrompere lo stato di isolamento ed  inattività.
- La ruminazione: è una forma di pensiero negativo, ciclico e ricorrente. Ruminare vuol dire restare intrappolati nei propri pensieri negativi, dilungarsi nel considerare le proprie emozioni negative, le proprie esperienze passate deludenti o soffermarsi nell’immaginare situazioni avverse che potrebbero accadere in futuro.  Imparare a riconosce la  ruminazione, attuare delle strategie per controllarla e per riportare l’ attenzione sul qui ed ora, contribuiscono significativamente a ridurre il malessere e l’umore negativo.

 

La Dottoressa Luisa De Angelis è psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Presso il suo studio è possibile effettuare consulenze psicologiche e psicoterapie rivolte ad adulti, coppie ed adolescenti. I suoi ambiti di intervento principali sono:

- i disturbi d'ansia;
- i disturbi del comportamento alimentare e l'obesità;
- la depressione;
- il supporto alla genitorialità e alla coppia.