Cibo: Ti amo ti odio

Prevenzione, valutazione e trattamento di tutte le forme di sofferenza legate al comportamento alimentare.

Ho voluto la perfezione e
ho rovinato quello che andava bene
(Claude Monet)

E’ naturale che ogni donna cerchi di migliorare e curare la propria immagine, ma questo non deve condurre a perseguire falsi ideali di magrezza e perfezione fisica che impongono di trascurare il proprio modo di essere e  la propria unicità.
E’ importante saper riconoscere i segnali che indicano l’esordio di un disturbo del comportamento alimentare (DCA,) sapere a chi rivolgersi e come intervenire tempestivamente per risolvere il problema.
E’ auspicabile promuovere interventi volti a sviluppare una nuova sensibilità, una reale consapevolezza ed accettazione di se stessi, che aiuti ad affrontare e migliorare il rapporto con il proprio corpo e a  ridurre i rischi per la salute dovuti a pratiche non salutari.
Tutti hanno il diritto di vivere serenamente il rapporto con il proprio peso, l’alimentazione, il corpo e le emozioni.

Cosa sono i disturbi del comportamento alimentare?

Sono l’espressione di un disagio psicologico e relazionale che si manifesta come una vera e propria dipendenza, sono caratterizzati da persistenti comportamenti finalizzati al controllo del peso corporeo che danneggiano in modo significativo la salute fisica e il funzionamento psicologico. Il cibo è l’elemento chiave intorno a cui si costituiscono, esso diventa una modalità per esercitare potere e controllo su se stessi e le proprie emozioni. Chi soffre di un disturbo alimentare è così ossessionato dal cibo che la propria vita finisce con l’essere totalmente incentrata sull’alimentazione, impedendo di provare interesse e soddisfazione verso qualsiasi altro ambito della propria esistenza.

Quali sono i DCA?

Anoressia nervosa

La caratteristica tipica dell’anoressia nervosa è la severa perdita di peso, che può determinare gravi rischi per la salute. La perdita di peso è dovuta alla dieta ferrea e fortemente ipocalorica, conseguenza della paura di ingrassare e di perdere il controllo dell’alimentazione. La persona anoressica comincia con il saltare i pasti, ridurre le porzioni, evitare tutti i cibi ritenuti grassi, con una attenzione ossessiva al contenuto calorico e alla bilancia. L’eccessiva attività fisica è una strategia che viene usata per consumare calorie, ma è in realtà una modalità fisica dell’organismo per produrre endorfine in assenza di un’alimentazione equilibrata e normocalorica.

Bulimia

La bulimia è caratterizzata da grandi abbuffate seguite da episodi di vomito autoindotto e forti sensi di colpa. Nella bulimia nervosa i tentativi di perdita di peso sono interrotti frequentemente da episodi di abbuffate e vomito e ciò spiega perché il peso rimanga generalmente nella norma o lievemente al di sopra o al di sotto del normopeso. Nella maggior parte dei casi le abbuffate sono seguite da altri comportamenti eliminatori, come l’uso di lassativi o di diuretici. È una delle cause dei crescenti casi di obesità ma risulta chiaro che il fenomeno dell’eccessiva assunzione di cibo su base emotiva non può essere affrontato con una semplice dieta o corretta alimentazione.

Disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati

Questa categoria comprende i disturbi clinicamente significativi che non soddisfano i criteri diagnostici di anoressia nervosa o bulimia nervosa.  Tra questi rientra il Binge Eating Disorder o BED: viene tradotto in italiano con il termine “disturbo da alimentazione incontrollata”, è caratterizzato da significativi problemi di abbuffate, cioè assunzione di un’elevata quantità di cibo associata a un senso di perdita di controllo sull’atto del mangiare. Le abbuffate sono indipendenti dallo stimolo della fame, quasi sempre avvengono in solitudine e non si è gratificati, ma si vivono forti sensi di colpa. Non esistono meccanismi di compensazione (vomito, lassativi, diuretici, esercizio fisico compulsivo) e il soggetto è in netto sovrappeso. Inoltre, vanno menzionati nuovi disturbi come l’Ortoressia caratterizzata dall’ossessione del mangiar sano, dalla ricerca spasmodica del cibo giusto, genuino e naturale, trascurando ogni altro interesse; la Vigoressia o Bigoressia che si esprime con un’applicazione maniacale all’esercizio fisico praticato in palestra (body building in particolare), l’adozione di diete squilibrate iperproteiche e l’uso di farmaci, con notevoli danni per la salute e infine la Sindrome da Alimentazione Notturna.

La terapia

La ricerca scientifica ha dimostrato che i risultati migliori nel trattamento di questi disturbi si ottengono se lo stesso è condotto da specialisti del settore che applicano un modello di intervento altamente strutturato, che include l’approccio nutrizionale e  l’approccio psicologico.
In quest’ottica è consigliabile un intervento di tipo Multidisciplinare Integrato (psico-nutrizionale) in cui la terapia cognitivo – comportamentale, che si focalizza sui processi di mantenimento dei disturbi dell’alimentazione e in particolare sui processi cognitivi, è accompagnata da un intervento sull’alimentazione condotto da un nutrizionista.
La terapia intende realizzare un percorso di cambiamento stabile e duraturo in cui gli obiettivi sono: migliorare la propria immagine corporea, l’auto-accettazione, l’autostima, la gestione delle emozioni e i rapporti interpersonali.
Nel mio studio, per la realizzazione di interventi Multidisciplinari Integrati, mi avvalgo della collaborazione della Dott.ssa Maddalena Grimaudo, Biologa Nutrizionista.

La Dottoressa Luisa De Angelis è psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Presso il suo studio è possibile effettuare consulenze psicologiche e psicoterapie rivolte ad adulti, coppie ed adolescenti. I suoi ambiti di intervento principali sono:

- i disturbi d'ansia;
- i disturbi del comportamento alimentare e l'obesità;
- la depressione;
- il supporto alla genitorialità e alla coppia.